Intervista di Simonetta Cappetti. Radio Canale7


Per RadioCanale7. Simonetta Cappetti intervista Nicoletta Corsalini autrice del saggio

Oriana Fallaci. Amore, vita e morte nella sua vita.

Immagine ridimensionata

  1. Nicoletta, una domanda che ti avranno già posto altre volte, spiegalo anche a tutti gli ascoltatori di Radio Canale7: “Perché l’Oriana?” (come la chiamano i Fiorentini) Cosa ti ha incuriosito e quanto la necessità di capire la scrittrice dalla donna?
Anni fa ho letto Un Uomo e Lettera a un bambino mai nato e sono rimasta avvinta sia dal modo di scrivere e narrare di Oriana Fallaci sia turbata dai temi, allora scottanti, trattati con grande personalità e coraggio da una donna. Così, qualche tempo fa, quando ho avuto l’opportunità di studiare le opere di uno scrittore, per concludere un percorso di studi letterari, ho scelto Oriana Fallaci, con l’intento di conoscere più a fondo la scrittrice, ma anche la donna a volte osannata a volte denigrata, che mi ha da sempre affascinata. In seguito ho deciso di ampliare e approfondire il mio lavoro. Il saggio“Oriana Fallaci. Amore, vita e morte nelle sue opere”, pubblicato da Edizioni Agemina (2014, II edizione 2015), ne è il frutto.
 
  1. Nella copertina del saggio da te scritto è raffigurata una foto di Oriana come pochi sono abituati a vederla, perché hai scelto questa immagine?
L’ho scelta per la sua bellezza, Simonetta. Sia la foto della scrittrice in copertina, sia quella in quarta di copertina e quella all’interno, sono foto inedite del M° Paolo di Paolo, da me conosciuto a Larino durante un evento organizzato dal Centro Culturale AFRA, fondato da una mia carissima amica, Caterina Franceschini. Sono foto scattate a Venezia nell’estate del 1960 durante la Mostra del Cinema, che il M° Di Paolo mi ha cortesemente concesso di utilizzare e per questo lo ringrazio di nuovo e lo ringrazierò sempre. Appena ho viste le sue splendide immagini di Oriana Fallaci giovane, sorridente e sprizzante gioia di vivere, mi sono emozionata e al pensiero che sarebbero state parte integrante del libro mi sono commossa. E ho pensato che nella mia vita ancora una volta il destino, o il caso, aveva giocato un ruolo molto importante.
 
  1. Il titolo del libro è “Oriana Fallaci amore, vita e morte nelle sue opere”, quale di queste tematiche Oriana ha più temuto?
Nei libri della Fallaci da me analizzati i tre temi amore-vita-morte sono sempre presenti, spesso si intrecciano e si mescolano con molti altri, soprattutto con quelli della guerra, del coraggio, della libertà… Per quanto riguarda ciascuno dei tre temi ci sarebbe molto da dire, ma cercherò di essere sintetica, se però qualche ascoltatore desidera saperne di più può leggere il saggio.
Per prima cosa, mi piace sottolineare che la scrittrice amava immensamente la vita e odiava la morte, conosciuta molto presto già durante la Seconda Guerra Mondiale e con la quale si trovò spesso faccia a faccia in diversi luoghi del mondo travagliati da conflitti. Nonostante il precoce incontro con la morte, nonostante le difficoltà che a volte si incontrano nel corso dell’esistenza, pensava che valesse sempre la pena vivere.
Definiva la morte un grande spreco e riteneva che dal momento che siamo nati fosse un’ingiustizia morire. Più conosceva la morte più amava la vita. Considerava la morte una nemica, ma non la temeva. E quando si ammalò di cancro la combatté con tenacia e per rendere la propria lotta ancora più incisiva, diede un nome al tumore che la stava consumando chiamandolo “L’Alieno”.
Per quanto, invece, riguarda il tema dell’amore, nelle sue opere è trattato sotto più aspetti: come affetto (ad esempio per un figlio, per un genitore, ecc.), come attaccamento (alla sua città, alla sua terra, ecc.), come forte attrazione verso un’altra persona.
E ora, Simonetta, cerco di dare una risposta diretta alla tua domanda: secondo me la scrittrice ha temuto proprio alcuni effetti che questo sentimento, così travolgente e misterioso, può avere su una persona innamorata. La sua forza, afferma infatti la Fallaci, a volte può annientare perfino la personalità, la libertà, la dignità del partner più innamorato, rendendolo succube dell’amato/amata. L’amore, lei lo sa bene in quanto l’ha sperimentato personalmente, può donare felicità ma anche molta sofferenza, e a volte può addirittura trasformarsi in “una vera e propria malattia”, «un cancro», che consuma.
In alcune sue opere il tema dell’amore è trattato ampiamente e sotto diverse angolazioni, come in Penelope alla guerra, o Un Uomo, dove racconta della sua travagliata storia d’amore con il dissidente greco Alekos Panagulis, oppure Insciallah nel quale narra di amori nati tra i soldati del contingente italiano in missione di pace a Beirut e le ragazze del luogo, senza dimenticare Un cappello pieno di ciliege.
Naturalmente, come ho già detto, ci sarebbe molto altro da dire… ma mi fermo qui… aggiungo soltanto che leggendo i libri della Fallaci si viene sicuramente stimolati a riflettere sulle tante sfaccettature di questi temi (e altri a essi correlati) così complessi e universalmente sentiti.
 
  1. Tu nasci come poetessa, hai scritto molte recensioni, prefazioni, note critiche e libri di narrativa cosa ti aspetti da questo libro?
Mi auguro che chi lo leggerà lo trovi interessante e scorrevole e che sia stimolato a leggere, o rileggere, i libri, gli articoli e le interviste di Oriana Fallaci per conoscere più a fondo una scrittrice, una giornalista e una donna davvero unica nel panorama letterario nazionale e internazionale.
 
  1. Quanto è stato di aiuto, o viceversa, per la carriera giornalistica di Oriana Fallaci la libertà di esprimersi e il coraggio di farlo?
La libertà di scrivere ciò che pensava e il coraggio di farlo, secondo me, sono stati molto importanti per la carriera giornalistica della Fallaci, in quanto, grazie proprio a queste prerogative, e al peculiare stile di scrittura, i suoi articoli e le sue interviste hanno acquisito una grande forza comunicativa capace di coinvolgere il lettore.
 
  1. Oriana ha intervistato personaggi tra i più grandi, dall’Ayatollah Khomeini nel 1979, davanti al quale si tolse il chador per protesta contro il modo con cui trattavano le donne, al leader libico Gheddafi, sempre nel 1979, che tempestò con quesiti roventi. Oriana Fallaci riteneva che il giornalista fosse il rappresentante della gente e dei lettori, per questo si sentiva autorizzata a fare qualsiasi domanda. Conosci anche qualche inedito da rivelare ai nostri ascoltatori?
 
In verità no, non ne conosco. Ma posso suggerire di leggere le sue interviste, che hanno segnato la storia del giornalismo, in quanto la Fallaci riesce a cogliere aspetti psicologici, fisici e umani unici e imprevedibili degli intervistati. Il coraggio di porre domande scomode e audaci agli uomini e alle donne più potenti della Terra, non le è mai venuto meno e il suo essere “politicamente scorretta” ha reso le sue interviste più vere e più vive.
 
  1. Leggendo i suoi libri e le interviste a lei fatte, ne scaturisce un ritratto di donna severa e schiva, un’immagine forte, in contrapposizione a una fragilità di essere donna nel suo privato. Sotto un’armatura, solo esteriore, di guerriera coraggiosa, si nascondeva una donna emotiva e fragile. Puoi aiutarci a capire da dove scaturivano questi contrasti?
Secondo me, le radici delle antinomie presenti nel carattere della scrittrice vanno ricercate nelle sue esperienze di vita, a volte traumatiche, come quelle vissute durante l’infanzia e l’adolescenza nel periodo della Seconda Guerra Mondiale o vissute in seguito durante la guerra del Vietnam, dove era presente come corrispondente di guerra, e in altri luoghi dove si combatteva. Inoltre, in parte, possono essere scaturite dal peculiare rapporto che ha avuto con i genitori e dall’aver vissuto storie d’amore burrascose e tormentate.
Anche in alcuni personaggi femminili delle sue opere si ritrovano forti contrasti, come in Giovanna di Penelope alla guerra o Ninette in Insciallah oppure Anastasia in Un cappello pieno di ciliege.
 
  1. Cosa ti ha colpito di più del suo privato?
La costanza e la tenacia con la quale lo ha sempre difeso, separando la propria vita pubblica da quella privata. E anche se nelle sue opere e nei personaggi troviamo molti riflessi autobiografici della sua vita, a volte mi è venuto il dubbio che la scrittrice abbia volutamente taciuto, e in alcuni casi addirittura occultato per sempre, molte cose della propria sfera privata che non voleva fossero rese note. Sono convinta anche che abbia lasciato trapelare o raccontato solo ciò che lei voleva si sapesse.
 
  1. “La rabbia e l'orgoglio” di Oriana Fallaci è il libro più venduto su Amazon nelle 24 ore dopo i fatti di Parigi, le parole della giornalista e scrittrice: "Parigi è persa, qui l'odio per gli infedeli è sovrano e gli imam vogliono sovvertire le leggi laiche in favore della sharia". Oggi, quindi, dopo anni di dimenticanza uno “scusaci Oriana” sembra essere la ricompensa tardiva nel riconoscere la previsione scritta anni addietro dalla Fallaci. Il tuo pensiero.
In realtà centinaia di migliaia di copie del libro erano state vendute già alla sua uscita. Ne La Rabbia e l’Orgoglio (e in seguito ne La Forza della Ragione e in Oriana Fallaci intervista se stessa l’Apocalisse), scritto dietro l’onda dell’emozione per il tragico attacco alle torri gemelle di New York dell’11 settembre 2001, la Fallaci esprime tutto il suo sdegno contro un atto così efferato, il proprio pensiero sull’Islam e sul comportamento troppo permissivo dei politici italiani ed europei nei confronti degli immigrati di religione musulmana, nonché sulle conseguenze che avrebbe potuto avere. Ne La Forza della Ragione, scritto dopo che il suo primo “sermone” aveva suscitato polemiche e violente critiche, si definiva «una moderna Cassandra» e oggi, a quasi dieci anni dalla sua morte, alcuni suoi presentimenti si sono avverati.
Io penso che in questi pamphlet la scrittrice, come sempre senza mezzi termini, attraverso la scrittura esprima le proprie idee, però penso anche che ogni lettore non debba condividerle o condannarle a priori, ma che debba valutarle, rifletterci su e continuare ad avere o farsi una propria opinione personale.
Simonetta, di fronte ai recenti, crudeli attentati come la strage di Parigi, e alle parole della scrittrice, da te riportate, che sembrano davvero profetiche, cosa posso dire? Forse questo: secondo me, siccome la Fallaci ha vissuto, come lei stessa dice, «come un tarlo nella Storia», è riuscita a guardare il mondo con uno sguardo acuto e lungimirante… come una “Cassandra” del 2000.
 
  1. Fai un appello agli ascoltatori di Radio Canale 7. Perché leggere questo libro? “Oriana Fallaci. Amore, vita e morte nelle sue opere”?
Intanto per curiosità. Poi perché penso che chi ha già letto le opere della scrittrice da me analizzate nel saggio (senza nessun genere di preconcetto) potrà scoprirne nuove sfaccettature, mentre chi non le ha ancora lette potrà essere stimolato a leggerle per conoscere una grande scrittrice italiana (o meglio «scrittore» come amava definirsi), nota e apprezzata in tutto il mondo e che ha venduto milioni e milioni di copie di libri.
 
22 dicembre 2015
 
 
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